Il miele

… per miele si intende il prodotto alimentare che le api domestiche producono dal nettare dei fiori o dalle secrezioni provenienti da parti vive di piante o che si trovano sulle stesse, che esse bottinano, trasformano, combinano con sostanze specifiche proprie, immagazzinano e lasciano maturare nei favi dell’alveare”

Il nettare

miele-125x80Solo le api (e pochi altri insetti a loro simili) fanno miele perché solo loro, tra gli animali che si nutrono di nettare e polline, hanno la necessità di accumulare scorte di cibo. Risolvono il problema trasformando il cibo fresco dell’estate (il nettare raccolto dai fiori) in un alimento a lunga conservazione, attraverso l’opercolatura.
Raccolgono le minuscole goccioline di nettare per assemblarle poi in significative quantità da trasformare. La materia prima è il nettare, sostanza di origine vegetale a cui il miele deve le sue caratteristiche ed il suo gusto.

Se le api scomparissero dalla terra, per l’uomo non resterebbero che 4 anni di vita Albert Einstein

Lo avrà affermato veramente? … Poco importa,ciò che importa è sapere che le api sono insetti impollinatori, erbe ed essenze arboree per riprodursi hanno bisogno di ricevere il polline, seme germinale, dalle piante consimili, funzione che viene svolta soprattutto dalle api. La umida secrezione che le piante emettono, il nettare, fluido ricco di zuccheri polisaccaridi, non è altro infatti che un escamotage per attirare le api e farsi fecondare con il polline di cui le api si sono imbrattati sui fiori della stessa varietà. Le api sono responsabili di circa il 70 per cento della impollinazione di tutte le specie vegetali viventi sul pianeta, garantendo circa il 35% della produzione globale di cibo.
In tanti considerano questo insetto minaccioso e poco utile come tanti altri. E’ invece una specie da difendere e preservare per la sua utilità e per i fantastici prodotti che con il loro duro lavoro ci “offrono” in cambio di un po’ di cura. Oggi purtroppo l’apicoltura è resa difficoltosa dal diffondersi dell’uso in agricoltura di prodotti fitosanitari nocivi, dalla quasi scomparsa di prati stabili, e dalle malattie che colpiscono questi insetti
E’ per questo che un vero agricoltore, inteso come colui che ama la terra in quanto madre di tutti i prodotti, pur non scegliendo la produzione biologica può adottare tecniche di coltivazione che rispettino la biodiversità.

Dal nettare al miele …

ape-bottinatrice-125x80Il procedimento di trasformazione del nettare in miele ha inizio subito dopo che l’ape bottinatrice ha immagazzinato nel sacco melario il nettare, che provvederà a trasportare alle api site all’ingresso dell’alveare, le quali daranno inizio al processo di trasformazione.
Più il nettare è ricco di acqua più il processo per arrivare al miele sarà laborioso.
A ogni passaggio poi il prodotto viene arricchito con enzimi secreti dalle api che collaborano alla trasformazione.
Il liquido ottenuto, ancora troppo ricco di acqua, viene immagazzinato nelle cellette dove le api ventilatrici porteranno il tasso di umidità a livelli tra il 17% e il 19% circa.
Non appena il miele sarà maturo, le api sigilleranno le celle con uno strato di cera (opercolo), che funge da isolante, impedendogli di assorbire umidità dall’ambiente esterno con il rischio di fermentare.

Le fonti nettarifere …

La flora nettarifera di cui le api dispongono è ampia e diversificata a seconda della zona di produzione.
Tra le diverse specie vegetali a loro disposizione ne esistono alcune da loro certamente predilette.
Tra le specie vegetali che le api visitano con maggiore frequenza possiamo distinguere:

  • Quelle che determinano tipi di miele monofloreale
  • Quelle che servono per produrre vari tipi di miele, miele polifloreale
  • quelle che servono esclusivamente al sostentamento della colonia nei periodi più difficili: quello dello sviluppo primaverile e quello tardo estivo-autunnale prima dell’invernamento.

Le nostre varietà di miele

MIELE DI ACACIA: E’ Il miele più conosciuto e, in Italia, fra i più apprezzati. Ha un colore cristallino quasi trasparente, è la varietà di miele più chiara in assoluto. Non cristallizza, per questo e per il suo gusto delicato, è considerato il dolcificante per eccellenza perché non altera i sapori.
Ricco di fruttosio e polline è considerato un blando lassativo, ha proprietà disintossicanti per il fegato ed è anche un antinfiammatorio delle vie respiratorie.
Ottimo per i più piccoli, dal primo anno di vita è consigliato in aggiunta al latte.
MIELE DI TIGLIO: Miele profumatissimo dal gusto deciso, di media dolcezza lascia un retrogusto amarognolo. Cristallizza nel breve periodo, assumendo una consistenza granulosa.
E’ ottimo abbinato a piatti cucinati con salvia, frutta cotta al forno, o ad un buon Parmigiano Reggiano.
MIELE DI CASTAGNO: Miele dal gusto assai forte e amarognolo, che solidifica in fretta.
È ricco di sali minerali e di fruttosio. Raccomandabile in tutti i casi di cattiva circolazione, anemia, affaticamento e nelle affezioni dell’apparato respiratorio.
Il gusto amaro e l’aroma forte non lo rendono adatto a dolcificare, ma piuttosto a insaporire, aromatizzare o, meglio ancora, al consumo tal quale, sul pane, eventualmente con burro. Consigliato con i formaggi stagionati.

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